di Elena Livia Pennacchioni

Sono 98 e stanziano sulle rocce della costa atlantica della Spagna, nei pressi di Cadice. Sono i primi ibis eremita della storia d’Europa ad aver costituito una colonia stabile dopo essere stati reintrodotti in natura a causa della loro scomparsa nel XVII secolo. La riuscita del “Proyecto eremita”, avviato nel 2003 grazie all’iniziativa dello Zoobotànico di Jerez in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente spagnolo, è stata possibile solo grazie all’impiego di pulcini allevati negli zoo, unica speranza di salvezza per una specie scomparsa dagli habitat naturali. A volare tra di loro oltre le Colonne d’Ercole, ci sono anche 4 esemplari nati al Parco Natura Viva di Bussolengo, partiti per la Spagna nel settembre del 2016. E se a questi si aggiungono i 7 che hanno lasciato il Parco per le scogliere di Cadice nel 2014, la colonia stanziale spagnola può contare su un totale di 11 ibis eremita di provenienza italiana.

Per le prime reintroduzioni in natura, lo staff dello Zoobotànico di Jerez ha adottato il metodo dei “genitori adottivi” già sperimentato in Austria dal Konrad Lorenz Institute. Gli esemplari allevati a mano e poi abituati a vivere nella colonia stanziale, tuttora riconoscono l’uomo grazie ad un “travestimento” utile a ridurre al minimo il legame e a mantenere negli uccelli un istinto selvatico naturale: i componenti dello staff che li monitora costantemente sono vestiti completamente di nero, ad eccezione di un casco da bicicletta che hanno sempre indosso, alla cui estremità è installata una finta testa di ibis eremita con tanto di becco rosa e il tipico ciuffo di piume nere. In questo modo, gli esemplari non hanno instaurato un legame di dipendenza con l’uomo, ma con qualcosa che assomiglia molto ad un loro conspecifico. Oggi, a 12 anni dall’inizio del lavoro sul campo, arrivano ottime notizie sulla vitalità della colonia: nella stagione estiva del 2016, un totale di 20 coppie ha nidificato sulle scogliere della zona di Cadice, con un aumento di tre coppie rispetto all’anno precedente. Si sono involati 26 pulcini, uno in più del 2015, e prima che ogni piccolo fosse pronto al primo volo, è stato dotato di anello identificativo. Al termine del 2016 il bilancio è positivo, ma la prossima sfida sarà quella di riuscire a mantenere una popolazione stabile che cresca autonomamente nel numero di individui, senza che questo magnifico uccello abbia bisogno di essere aiutato dall’uomo per sopravvivere alla scomparsa.

L’ibis eremita in natura

L’ibis eremita è classificato come “criticamente minacciato” nella lista rossa IUCN e in Europa centrale l’ibis eremita era presente fino al XVII secolo, prima che si estinguesse del tutto a causa della pressione venatoria. La sua popolazione selvatica ha subito un progressivo declino nel corso dei secoli, in parte anche per cause naturali e dagli inizi del XX secolo l’ibis eremita è diffuso nel Mondo in due popolazioni disgiunte: la popolazione occidentale in Marocco che conta circa 120 coppie e la popolazione orientale in Siria e Turchia. Entrambe sono drammaticamente minacciate dalle attività umane, come la caccia o l’avvelenamento da pesticidi.

Il Parco Natura Viva per l’ibis

Il Parco Natura Viva di Bussolengo ospita da molti anni una colonia di ibis eremita e collabora ad entrambi i progetti di reintroduzione in natura per questa specie attivi sul suolo europeo. Oltre a partecipare con alcuni esemplari al “Proyecto eremita” infatti, è l’unico partner italiano del progetto cofinanziato dall’Unione Europea “Reason for hope”, condotto dal gruppo di ricercatori austriaci del Waldrappteam. L’obiettivo è prevede di ristabilire una popolazione di ibis eremita in grado di migrare autonomamente dall’Austria alla Toscana nel periodo dello svernamento e tornare indietro nel periodo estivo.

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