di Giorgio Ottolini

Quando non vengono scambiati incomprensibilmente per dei lemuri, i suricati del Parco rimangono ben impressi nella mente dei visitatori, probabilmente grazie al loro essere sempre in attività e alle loro posture così caratteristiche. Molte persone li considerano degli animali “teneri” e “dolci”, ma questa loro idilliaca immagine nasconde una realtà molto diversa! Le femmine dominanti in particolare, possono risultare parecchio “spaventose” agli occhi degli altri membri della colonia. Uno studio ha recentemente rivelato che nei gruppi di suricati le femmine alfa possono avere dei livelli di testosterone molto elevati, addirittura superiori a quelli delle loro controparti maschili! I valori di testosterone registrati dai campioni delle femmine dominanti arrivano ad essere addirittura il doppio rispetto a quelli trovati nei maschi. Questi picchi di testosterone correlano in modo piuttosto forte l’aggressività di queste femmine nei confronti degli altri individui. Sembra infatti che nei suricati le femmine dominanti siano molto autoritarie, addirittura “dispotiche”, quando devono gestire il loro gruppo: sono in grado di rubare il cibo agli altri individui, possono espellere dal gruppo delle altre femmine rimaste gravide, forzare il proprio partner ad accoppiarsi e uccidere i piccoli di altre femmine. Questa strategia sembra avere successo, dal momento che l’80% della progenie di queste femmine riesce a sopravvivere con successo e raggiungere l’età adulta. Anche in molte altre specie, soprattutto quelle matriarcali, le femmine possono mostrare dei livelli particolarmente elevati di testosterone, tuttavia i suricati sembrano essere l’unica specie finora studiata in cui il pattern “abituale” degli ormoni sessuali è addirittura rovesciato. Questa strategia ha comunque i suoi costi: uno studio pubblicato su Biology Letters nel quale sono stati raccolti i campioni fecali di 37 femmine di suricato che vivono in libertà nel deserto del Kalahari, ha evidenziato che le femmine con i più elevati livelli di testosterone erano anche quelle con la maggior presenza di parassiti intestinali. Non è molto chiaro perché elevati livelli di testosterone possano causare un effetto così negativo sulla salute degli animali, ma può essere collegato alla soppressione degli anticorpi mediata dal testosterone, portandole ad avere un sistema immunitario più debole rispetto ad altri individui del clan. Sembrerebbe, insomma, che i privilegi ottenuti con la violenza e l’aggressività si paghino a caro prezzo rispetto a quelli che si possono ottenere con la cooperazione. Anche la nostra esperienza al Parco ci ha permesso di osservare quanto determinati e implacabili possano essere gli individui che decidono di estromettere qualcuno dal gruppo, come sanno bene i nostri cercopitechi, che sono sempre ben disposti ad accogliere nel loro grande reparto qualche povero “esiliato”.

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