Una Pasqua con naso all’insù, quella che aspetta chi segue le gesta degli ibis eremita alle prese nell’ultima settimana con le prime timide avvisaglie di primavera. “Con partenza dal sito di svernamento di Orbetello, la migrazione verso nord è iniziata: gli uccelli devono puntare su Burghausen, il quartiere riproduttivo bavarese dove trascorreranno tutta la stagione calda, per poi volare nuovamente in Italia insieme ai nuovi nati in vista dell’inverno”: l’annuncio è del Parco Natura Viva di Bussolengo, unico partner italiano progetto LIFE+ “Reason for hope” per la reintroduzione in natura degli ibis eremita, estinti in Europa dalla fine del 1600.

Due gli esemplari a partire per primi a 5 ore di distanza l’uno dall’altro: sono due tra i più conosciuti ibis eremita degli ultimi 4 anni, due storie eccezionali. E non tutti e due vanno a Burghausen.

JAZU, L’IBIS SULLA ROTTA GIUSTA

Ibis eremita Jazu, anello 020, classe 2011: rompe gli indugi 3 giorni dopo lo scoccare della primavera e alle 19:24 del 24 marzo spicca il volo dalla Toscana. Con una traiettoria che sembra tirata con il righello, arriva sulle Alpi la mattina del 28: il suo gps lo posiziona attualmente a Brunico, a meno di 170 chilometri dall’arrivo. Adulto, esperto, da sempre in linea con quello che i ricercatori austriaci del Waldrappteam (promotori del progetto) confidano di riscontrare in un ibis eremita: è nato a Burghausen 7 anni fa ed è stato il primo tra tutti gli ibis eremita ad imparare la rotta di svernamento verso Orbetello direttamente da un adulto. Mai dimenticata: ad un anno di età è stato lui stesso ad assumere la conduzione del volo e ad oggi, ha portato a sud 6 giovani ibis eremita. Nel 2015 si è riprodotto per la prima volta, allevando con successo due piccoli insieme alla sua compagna storica Shorty. Ha all’attivo 1273 chilometri di volo in 3 Paesi: Italia, Austria e Germania. Cosa ci si aspetta da lui: niente, ha già contribuito al progetto offrendo ai propri conspecifici gli insegnamenti necessari per salvare la propria specie. Ma se quest’anno vorrà riprodursi e tornare in Italia a settembre con un nuovo giovane, sarebbe di certo un’ennesima gioia.

IDEFIX, L’IBIS CHE MIGRA CONTROMANO

Ibis eremita Idefix, anello 029, classe 2013: anticipa Jazu di 5 ore e all’ora di pranzo del 24 marzo, è il primo ad avvertire che la temperatura si sta alzando. Apre le ali e si mette in viaggio. Orbetello, Viterbo, Rieti, L’Aquila. L’Adriatico è in vista e all’altezza di Termoli, sorvola la costa fino a San Nicandro Garganico. Idefix arriva sul promontorio del Gargano alle 16:36 del 26 marzo: è il terzo anno consecutivo che Idefix vola in Puglia invece che in Baviera, che ripercorre la stessa rotta dal Tirreno all’Adriatico e che girovaga tra le coste di Manfredonia e Peschici, prediligendo le soste il Lago di Varano, da dove il suo gps ha restituito il segnale alle 2:54 di questa mattina.

Se dovesse seguire le sue abitudini, Idefix sosterà sul Gargano tutta l’estate finchè il Waldrappteam non tornerà a prenderlo in settembre per riportarlo in auto ad Orbetello, con il timore che le batterie del suo gps si esauriscano. D’inverno con gli altri ibis della colonia, d’estate da solo da tre anni: Idefix non si è mai riprodotto, non ha mai insegnato a nessun giovane la rotta (per fortuna!) e ha all’attivo 1574 chilometri di volo. Cosa ci si aspetta da lui: che non faccia preoccupare lo staff più di quello che ha fatto in questi anni.

“C’è una spiegazione al comportamento di Idefix – commenta Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo – e non è quella semplificata dell’attitudine personale dell’esemplare: quando nel 2011 per Jazu fu il momento di migrare per la prima volta verso Orbetello, lui seguì gli adulti e imparò la rotta. Quando nel 2013 toccò al piccolo Idefix, lui ad un certo punto si staccò dal gruppo e puntò verso la Francia. Recuperato in auto, fu portato in Toscana: Idefix non ha mai imparato la rotta di migrazione “corretta” e quindi non può ripercorrerla. Salvo scoprire il Gargano – forse per caso – e tornarci da 3 anni”. Il Waldrappteam e il Parco Natura Viva si aspettano che a Idefix e Jazu seguano tra i 40 e i 50 esemplari della colonia, su un totale di 80 che vivono ad Orbetello: tutti dotati di gps e anello identificativo, sono perennemente sotto il controllo dello staff.

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