Uno dei fenomeni più bizzarri dell’evoluzione è il gigantismo. Come in certe fiabe, a volte succede che gli animali diventano grandissimi. E non sono immaginari, sono proprio giganti veri! Per esempio i mammiferi che ereditarono il mondo dopo l’estinzione di quasi tutti i dinosauri si diversificarono e aumentarono di stazza, tramutandosi in mastodonti, come quelli che abitavano nelle Americhe. In Australia, prima dell’arrivo di un primate di mezza taglia di nome Homo sapiens, viveva un’intera “megafauna” di marsupiali colossali: canguri e vombati giganti, feroci leoni marsupiali.

I vantaggi evolutivi del diventar giganti sono molteplici. Come insetto, puoi produrre più uova, oppure, come uccello, deporre grandi uova piene di nutrimento. Di solito i giganti sono più resistenti, longevi come le testuggini, e dominano il loro ambiente. Inoltre, più un animale è grande e più il rapporto superficie-volume del suo corpo è minore, quindi disperde il calore più lentamente. Ma nell’evoluzione non ci sono strade obbligate: se le risorse scarseggiano, conviene diventare più piccoli, come è successo agli elefanti nani della Sicilia e persino a una stranissima specie umana pigmea, vissuta fino a 50mila anni fa su un’altra isola, Flores, in Indonesia (abitata anche da ratti enormi, da cicogne giganti e dai draghi di Komodo!).

Nonostante l’imponenza i giganti sono molto fragili, come le testuggini di Aldabra nelle Seychelles: longeve in tutti i sensi (vivono più di un secolo e mezzo, mentre i loro antenati erano in circolazione già prima dei dinosauri!), sono fortemente minacciate. Ora un progetto di conservazione in loco promosso dal Parco Natura Viva ha ottenuto un altro risultato concreto e cruciale: i nano-microchip applicati ai piccoli di testuggine hanno fatto da deterrente, come sperato, riducendo a zero il prelievo illegale.

Nel numero cartaceo di aprile e maggio, parliamo anche di giganti… a sei zampe. Gli insetti non possono diventare giganti a causa di limiti fisici e fisiologici legati al loro esoscheletro e alla respirazione per diffusione. Ciò non ha impedito loro di attraversare le ere geologiche, di diventare i campioni del mondo della biodiversità e di assumere ruoli fondamentali in ogni ecosistema terrestre. Pensavamo fossero più resistenti all’estinzione e invece secondo gli ultimi dati la loro abbondanza è in calo mediamente di un terzo. Pessima notizia, visto che gli insetti sono il cibo per pesci, anfibi, rettili, uccelli, mammiferi; consumano lo sterco, concimano, puliscono le carcasse; molti sono impollinatori preziosi; altri infestano le colture; altri sono invece predatori dei parassiti e utili alleati dei coltivatori. Ma soprattutto, come vediamo a pagina 10, sono bellissimi. Leggenda vuole che il grande genetista J.B.S. Haldane, alla domanda su quali caratteristiche dovesse avere il Creatore, abbia risposto: una smodata predilezione per gli insetti.

 

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Direttore responsabile di “Natura Viva” magazine. E’ professore ordinario presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Padova, dove ricopre la prima cattedra italiana di Filosofia delle Scienze Biologiche. Presso lo stesso Dipartimento è anche titolare dell’insegnamento di Bioetica e Divulgazione Naturalistica. Dal 2016 è Delegato del Rettore per la Comunicazione Istituzionale dell’Università degli studi di Padova. Filosofo e storico della biologia ed esperto di teoria dell’evoluzione, è autore di 170 pubblicazioni nazionali e internazionali nel campo della filosofia della scienza.

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