16 maggio, ore 10:00 – Athena è scesa per prima. Un’esitazione di qualche minuto ed era giù dal camion, a calpestare la terra dei Carpazi meridionali che ha visto estinguersi la propria specie alla metà del secolo scorso. Julo, suo fratello minore, è stato più titubante: un’annusata a chi gli ha aperto il portellone e poi si è accorto che Athena stava tornando indietro a verificare che la seguisse. Allora un salto ed è sceso anche lui. Poi insieme, i due bisonti europei sono spariti sulla collina, tra le foreste dei Monti Tarcu, in Romania. Entrambi si sono voltati un momento prima di andar via e allo staff del Parco Natura Viva – che li ha visti nascere, li ha allevati e li ha accompagnati in un viaggio durato 2 giorni – è piaciuto pensare che accennassero un saluto. Dopo di loro, sono arrivati altri sette esemplari dalla Germania.


Oggi sui Monti Tarcu vive una mandria libera di 50 bisonti europei, tutti nati in parchi zoologici d’Europa e reintrodotti in natura a partire dal 2014, anno in cui prese avvio il progetto LIFE+ “Re-Bison”. A guidarla Ulisse, fratello maggiore di Athena e Julo, che arrivò qui proprio in quell’anno e che divenne presto il maschio dominante. “Ma i tre fratelli, unici “italiani” tra tutti, dovranno attendere ancora almeno un anno per ricongiungersi”, precisa Camillo Sandri, veterinario e direttore tecnico del Parco Natura Viva di Bussolengo. “Athena e Julo dovranno trascorrere il primo periodo di acclimatazione in 160 ettari, dove dovranno prendere confidenza con il nuovo habitat, stabilire una nuova struttura sociale e fare i conti con il fatto che d’ora in poi il cibo andrà procacciato. Solo dopo aver superato questa fase, apriremo l’ultimo cancello sulla vita integralmente selvatica e forse, i tre si ritroveranno”.
L’obiettivo del progetto è raggiungere una mandria libera di 100 esemplari entro 2 anni, con il compito di rifondare la popolazione. Intanto, i piccoli nati da 4 anni a questa parte segnano il punto di ritorno dall’estinzione del più grande mammifero terrestre europeo. E sono – con tutta probabilità – figli di Ulisse. Bisonte europeo selvatico, nato in un parco zoologico italiano.

14 maggio, ore 5:26 – Controllati i microchip, documenti veterinari in ordine, provette con il sangue congelato di Athena e Julo presenti in dotazione: è tutto pronto, i due bisonti europei salgono sul camion e alle 5:26 di questa mattina ha inizio il loro viaggio verso la reintroduzione in natura. Alle 9:00 staff e bisonti erano sul confine con la Slovenia, a separarli dai Monti Tarcu altri 1.000 kilometri e ancora l’Ungheria da attraversare. Arrivo previsto per le 19:00.
Mercoledì mattina Athena e Julo, i due fratelli di uno e due anni e mezzo nati al Parco Natura Viva di Bussolengo, saranno gli unici bisonti europei nati in Italia ad essere reintrodotti in natura tra le foreste dei Carpazi meridionali, in Romania, nell’ambito del progetto europeo LIFE “RE – Bison”. Insieme a loro, altri 8 esemplari provenienti dalla Germania e dalla Romania stessa.


“Athena e Julo sono tranquilli, stanno viaggiando davanti a noi e hanno affrontato bene queste prime fasi del loro viaggio”, spiega Camillo Sandri, veterinario e direttore tecnico del Parco Natura Viva che segue i bisonti insieme al resto dello staff. “Al Parco è rimasta Penelope, la loro sorellina di 10 mesi, ora sola con mamma e papà. Durante il caricamento si è posizionata in modo da riuscire a vedere tutto ed è probabile che per i primi tempi risenta un po’ di non avere più la compagnia dei suoi fratelli”. Julo era il suo compagno di gioco prediletto, insieme giocherellavano spesso testa contro testa, anche se lei non ha ancora che delle piccole corna appena accennate. E allora Julo andava a confrontarsi seriamente con il papà, in quelle prove di forza che servono per diventare grandi. Athena invece, da brava sorella maggiore di entrambi, si è preparata a partire per la vita selvatica misurandosi con i compiti “materni”, aiutando la mamma ad accudire Penelope nelle sue esuberanze quotidiane.
Il reparto dei bisonti europei al Parco Natura Viva ora sembra un più grande e un po’ meno vivace, complice anche una pioggia incessante. Ma nulla è più importante di riportare il più grande mammifero terrestre europeo a calcare i suoli che gli appartengono, dai quali è scomparso a causa della pressione dell’uomo alla metà del secolo scorso.

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