Coda ad anelli – dodici per la precisione – simile a quella dei procionidi, così come i denti e la forma della testa. Ma un patrimonio genetico che rivela molta più affinità con la famiglia degli ursidi, dalla quale prende in prestito anche l’apparente tenerezza. È il panda rosso, avvolto in un enigma che gli scienziati hanno risolto affidandogli una famiglia tutta per sé, della quale è unico rappresentante: quella degli ailuridi. Né procione nè panda gigante dunque: il panda rosso non ha “parenti stretti” in giro per il Mondo e non si è mai mosso dall’Asia, dove le foreste himalayane gli hanno sempre garantito una casa e del cibo. Almeno fino a quando il tasso di deforestazione di Bhutan, Cina, India, Myanmar e Nepal non ha visto sparire il 50% degli esemplari negli ultimi 20 anni, lasciando sopravvivere meno di 2.500 panda rossi. Per loro, anche in Italia il 15 settembre si celebra l’International Red Panda Day promosso dal Red Panda Network e sostenuto dal Parco Natura Viva di Bussolengo che ha adottato a distanza Sita, Niyati, Pinju, Bhim, Tenzing e Sanju, panda rossi che vivono in natura.


“Soprattutto a est della catena himalayana – spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo – la pressione dell’uomo sta frammentando territori anche al di sopra dei 2mila metri di quota, dove questa specie arboricola vive. Strade, centrali e linee elettriche, estrazioni minerarie e conversione agricola stanno isolando gli esemplari, sottraendo loro quei rami tanto amati per costruire i nidi e impedendo loro di trovare il cibo”. Anche perché non si tratta di un cibo qualunque. “La dieta del panda rosso è legata a doppio filo al bambù, una pianta che costituisce il 98% della sua alimentazione e che subisce i colpi delle attività umane. La difficoltà di reperirla espone gli esemplari ad aree degradate, spesso convertite in pascoli. È qui che si nascondono malattie mortali, come la rabbia e il cimurro, veicolate da cani randagi e bestiame”.
Ottenere più informazioni sulle popolazioni presenti in natura e sensibilizzare la popolazione locale è il lavoro che svolge da molti anni il Red Panda Network, grazie ad un’attività sul campo che nel 2016 portò al primo censimento in Nepal, dove sono stati registrati esemplari in 23 distretti e 7 aree protette. Con la speranza che la pressione delle attività umane proceda più lentamente della ricerca scientifica.

“GO RED!” AL PARCO NATURA VIVA
#GoRed è il tema che il Parco Natura Viva ha voluto dedicare alla Giornata internazionale del panda rosso. Sabato 15 e domenica 16 settembre tutto lo staff indosserà un braccialetto dedicato e il rosso sarà il colore dominante per fagotti, bicchieri e scatole con all’interno cibo o odori, durante gli arricchimenti ambientali per gli animali.

SABATO 15 E DOMENICA 16: LE ATTIVITA’
Dalle ore 14.00 in poi, nell’area vicino ai cammelli, ci si potrà trasformare proprio in panda rossi attraverso il facepainting o realizzando maschere a tema. Tutti i bambini potranno sbizzarrirsi realizzando diverse creazioni artistiche e ascoltare la storia di Ping, la piccola di panda rosso che scopre gli altri animali che vivono nel suo territorio e come usano la loro coda. Grandi e piccoli potranno lasciarsi coinvolgere per l’intero pomeriggio in giochi e laboratori didattici volti a far meglio conoscere questa specie e l’ambiente nel quale vive.
Alle ore 14.45 insieme allo staff educativo del Parco si potranno preparare gli arricchimenti per i panda rossi ospitati al Parco, Iloscha, Nyi-Ma e Maïtuk. Poi, accompagnati dallo staff educativo del Parco e dai keeper dei panda rossi, coloro che hanno cura dei panda tutti giorni, ci sarà la possibilità di verificare se, gli arricchimenti preparati, siano di gradimento e si potrà meglio conoscere come Iloscha, Nyi-Ma e Maïtuk vivono al Parco, cosa mangiano e come trascorrono la loro giornata.

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