Il giovane ippopotamo morde il corno del vecchio rinoceronte: scene uniche in Europa

0
50

Popo esce dall’acqua e con una certa disinvoltura, si avvia verso Toby che mangia qualche passo più in là. Spalanca la bocca, mostra i denti d’avorio da giovane ippopotamo e prende di mira il corno dell’anziano rinoceronte bianco, mordendolo come un fratello minore inviterebbe al gioco il maggiore. Scene uniche in Europa, dal momento che in nessun altro parco zoologico del Vecchio Continente vivono insieme ippopotami e rinoceronti, men che meno di generazioni tanto lontane: tra i due animali, corre una differenza che supera i 47 anni di vita. E mentre il primo già camminava sulle proprie zampe quando debuttò il Parco Natura Viva di Bussolengo 51 anni fa, il secondo ne compirà 4 solo a settembre.
Poi si sa, l’età porta saggezza: l’anziano rinoceronte non si scompone e prosegue nel brucare anche a dispetto delle spintarelle impertinenti che gli rifila il giovane ippopotamo, pur senza privarsi ogni tanto del piacere di rispondere a tono; ha ormai raggiunto un’età tale da aver visto tanti figli di Gonzalo e Camilla da sapere come trattarli quando esagerano un po’. E infatti, ecco l’occasione per ricordare a Popo che il proprio corno e la propria mole – più di 3mila chili di peso – sono armi e non strumenti di gioco: l’ippopotamo non se lo fa ripetere due volte e torna in fretta in acqua, dove aveva lasciato il fratello e la mamma placidamente a bagno. Salvo tornare subito dopo a gironzolare imperterrito intorno al vecchio “nonno”.
Non è raro osservare scene di interazione di questo tipo tra rinoceronti e ippopotami al Parco Natura Viva, dove la convivenza tra queste due specie affonda le radici in più di un trentennio fa, da molto prima che Toby perdesse la sua compagna Sugar. Fu forse quello l’inizio di un mutuo vantaggio nel coabitare tra i numerosi figli degli ippopotami Gonzalo e Camilla – che hanno sempre trovato in Toby un immutabile riferimento – e il vecchio rinoceronte, che ha potuto riempire il vuoto lasciato da Sugar proprio grazie all’irriverenza dei giovani “cavalli di fiume”, tutti cresciuti giocando con il suo corno.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here