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venerdì 1 Marzo 2024

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Non solo bradipi e coati rossi, sull’arca sale anche Neymar
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Il Parco Natura Viva ha concluso il quarantesettesimo anno a difesa della biodiversità con l’abituale censimento, che ha chiuso il 2016 con il segno più: sono 195 le specie animali ospitate nei 5 continenti del Parco, 5 in più rispetto all’anno precedente. E sono arrivati anche nuovi esemplari appartenenti a specie già presenti, tra i quali El Griso, maschio di bradipo, Neymar la giraffa, Nestore il kea, Beloka il fossa e sei coati rossi: questo registra un totale di individui che supera le 1200 unità.

TRA LE SPECIE GIA’ PRESENTI

Neymar è un giovane maschio di giraffa arrivato nell’agosto 2016 dallo zoo di Zlin, in Repubblica Ceca. Dopo qualche giorno di ambientamento in stalla, è andato a far compagnia ad Amos, Themba e Klaus, i tre maschi che già vivevano nella piana del Safari africano in condivisione con altri erbivori. Oggi, a distanza di qualche mese, i quattro si vedono passeggiare senza fretta tra gnu, buoi dei watussi e orici dalle corna a sciabola, sempre sotto lo sguardo attento dei sei gelada, le scimmie dell’Etiopia che godono il panorama dal loro altipiano. Neymar, Amos, Klaus e Themba sono Giraffe camelopardalis, oggetto di un declino in Africa che le ha ridotte del 40% negli ultimi 30 anni, per lo più a causa della perdita di habitat e della pressione antropica.

Nestore il kea è un maschio arrivato da uno zoo tedesco nel marzo del 2016. Appartiene alla specie meglio conosciuta come la più abile distruttrice del mondo animale e come la più intelligente tra i pappagalli: i kea sono in grado di demolire pressoché ogni cosa impiegando l’arguzia e la curiosità, tanto che con loro lo staff del Parco deve ingegnarsi ogni giorno per inventare arricchimenti sufficientemente interessanti da stimolarne le spiccate capacità cognitive. A dispetto di qualche preoccupazione iniziale, complice la giovane età, non ci è voluto molto perché Nestore fosse accolto da Tapu e Wanaka, la coppia che già viveva al Parco. Ora, gli unici tre pappagalli kea a vivere in un parco zoologico italiano, si divertono insieme a distruggere i passeggini e le biciclette che lo staff offre loro e che spesso nascondono arachidi, carote e altre golosità. I kea sono diffusi solo sulle montagne dell’Isola del Sud in Nuova Zelanda. Le loro popolazioni sono minacciate dalla deforestazione e dalla persecuzione antropica, in quanto questa specie è considerata problematica dai coltivatori.

A settembre 2016 sono arrivati anche 6 maschi di coati rosso, nati allo zoo di Zagabria. Si tratta di tre adulti e tre giovani nati nell’anno, arrivati per formare un nuovo gruppo sociale con il maschio che già viveva al Parco. I coati rossi sono dei procionidi distribuiti nelle regioni tropicali del Sud America, dalla Colombia e dal Venezuela fino all’Uruguay e al nord dell’Argentina. Sono ottimi arrampicatori e abili nuotatori che durante il giorno trascorrono la maggior parte del loro tempo andando alla ricerca di cibo. Sono animali prevalentemente terricoli, ma salgono sugli alberi per dormire, accoppiarsi e partorire. Anche i coati hanno una natura spiccatamente vivace: durante i primi giorni al Parco, i sei nuovi arrivati hanno scavato a terra, tolto la corteccia dai tronchi e si sono arrampicati da un ramo all’altro, nell’intento di conoscere meglio la loro nuova casa. Le popolazioni di coati rossi si trovano in declino in Sudamerica, anche a causa del consumo della loro carne da parte delle popolazioni locali. Insieme alla deforestazione, questo potrebbe minacciare la vitalità della specie.

NUOVE SPECIE, NUOVI ESEMPLARI

Il Parco già ospitava gli struzzi africani, i casuari della Nuova Zelanda e gli emù australiani. In quanto a grandi uccelli non volatori, all’appello mancavano solo i nandù sudamericani. Ma sul finire del 2016 ecco che due esemplari non ancora adulti hanno fatto il loro ingresso al Parco Natura Viva. Il nandù comune è uno struzioniforme che nel corso dei millenni di evoluzione si è adattato a sopperire alla mancanza del volo. Essere capaci di volare infatti può essere un’ottima tecnica per sfuggire ai predatori, ma può dimostrarsi anche energicamente molto dispendiosa. Il nandù è diventato quindi tanto grande da essere difficilmente predabile: con il suo metro e trenta di altezza e i circa 25 chili di peso, il nandù è di certo il più grande uccello sudamericano che vive nelle pampas argentine e nelle rade boscaglie della Bolivia e del Brasile. Al Parco Natura Viva i due nuovi arrivati hanno preso posto in un reparto misto, che condividono con una famiglia di tapiri, anch’essi originari dell’America del sud: Irene, Rondel e la piccola Ester hanno accolto con curiosità i due nandù e ora li si può ammirare mangiare insieme frutta e verdura.

Tra le specie arrivate nel 2016 che “prima non c’erano” anche nove amazzoni guance-verdi. Si tratta di pappagallini non più lunghi di 33 centimetri, colpiti da un allarmante rischio di estinzione: considerati “endangered” dalla Lista Rossa IUCN a causa di deforestazione e catture illegali, nel giro di 20 anni hanno subito un declino del 77%. Le amazzoni guanceverdi abitano le pianure lussureggianti e le foreste del Sudamerica fino a 1.000 metri di altitudine. Qui i numeri della scomparsa risultano drammatici: negli anni ’70 si contavano circa 25 individui per chilometro quadrato, oggi la stessa superficie è abitata da appena 5,7 esemplari. Le coppie in grado di riprodursi nel proprio habitat naturale sono al massimo 4.000 e a questo ritmo, la specie potrebbe estinguersi completamente in una manciata di anni.

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