martedì 30 Maggio 2023

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Ucraina, nasce il fronte degli zoo più colpiti dopo otto mesi di guerra
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La guerra in Ucraina non accenna a placarsi. Eppure, nonostante anche i parchi zoologici abbiano contato molte vittime tra uomini e animali, non hanno mai abbandonato le proprie strutture. Anzi. All’alba del 2023 si sono riorganizzati e in otto, hanno fondato l’Associazione degli Zoo Ucraini (AZU). Un fronte di sodali a protezione di tutti gli animali che rischiano la vita, capitanato dal direttore dello zoo di Mykolaiv Volodymyr Topchy, ora divenuto anche presidente della neonata organizzazione. Ne dà notizia il Parco Natura Viva di Bussolengo, membro dell’Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari, la quale coordina una raccolta raccolta fondi dedicata sin dall’inizio della guerra.

“Non solo questo renderà più facili evacuazioni e sostegni reciproci qualora ve ne fosse ancora bisogno – spiega Cesare Avesani Zaborra, CEO del Parco Natura Viva di Bussolengo – ma renderà più efficace e capillare anche la distribuzione degli aiuti in partenza dagli zoo europei, che al 5 gennaio di quest’anno hanno raccolto e donato 1.797.631 euro grazie all’Ukraine Zoos Emergency Fund. Una somma che è servita a provvedere a cibo, medicinali, cure, strumentazioni e materiali di necessità. Cioè tutto quanto si sia reso fondamentale in base alle condizioni di ognuno”. Ed è proprio il neopresidente dell’AZU Topchy a lanciare un messaggio di ringraziamento rivolto all’Europa.

“Sono passati otto lunghi mesi da quando la Russia ha invaso il mio paese. A tutti voi che ci avete sostenuto durante questo periodo drammatico, vorrei estendere i sinceri ringraziamenti dalla comunità degli zoo ucraini e in particolare dagli otto zoo ora riuniti nell’Associazione degli zoo dell’Ucraina. Sono: Mykolaiv Zoo, Roshen Zoo, Lutsk Zoo, Odessa Zoo, Rivne Zoo, Kharkov Zoo, Limpopo Zoo e BION Terrarium Center di Kiev. Nonostante le bombe, l’interruzione di energia e il crollo di alcune infrastrutture, la guerra ci ha letteralmente offerto un “battesimo del fuoco”. Ciascuno dei nostri parchi zoologici ora ha la sua storia militare, oltre che una storia di perseveranza, solidarietà e aiuto reciproci”. Dal più antico, lo zoo di Kharkov fondato nel 1895, al più recente, lo Zoo di Limpopo, che risale al 2008, sono tutti stati coinvolti dai combattimenti e dalla rete di aiuti.  

GLI ZOO PIU’ COLPITI

Quasi 10 milioni di ucraini sono fuggiti all’estero, i redditi delle persone sono diminuiti e ovviamente i ricavi degli zoo dalla vendita dei biglietti sono crollati. “Il Mykolaiv zoo è stato sempre sulla linea del fronte – prosegue Topchy – e non ha potuto evacuare nessun esemplare. Spostare elefanti, giraffe, ippopotami e orsi polari sarebbe stato estremamente difficile e rischioso. Da allora, abbiamo combattuto insieme a loro. Durante l’aggressione, otto razzi sono caduti sul territorio dello zoo e fortunatamente nessuno è esploso. Da febbraio, i bambini hanno iniziato a portarci i loro animali domestici, promettendoci di riprenderli a guerra finita. Anche oggi il nostro zoo è molto vicino alla linea del fronte, ma rimane un rifugio dove le persone possono trovare la calma e dimenticare la guerra almeno per un pò”. C’è poi il Roshen zoo, nella città di Cherkasy, che ha offerto una casa a 70 animali provenienti da altri zoo e visite gratuite a 26.000 migranti giunti dalle regioni più colpite dell’Ucraina. O lo zoo di Lutsk, che ha dovuto chiudere e rimanere senza incasso, ma che sta compiendo sforzi eroici per supportare il personale e preservare la collezione zoologica. “Lo zoo di Odessa, che ha celebrato quest’anno il suo centenario, ospita attualmente due leoni bianchi dell’ormai distrutto Feldman Eco-Park, per i quali ha costruito un padiglione separato. Mentre allo zoo di Kharkov, vicinissimo alla zona di guerra, i dipendenti decisero di vivere lì all’inizio dei bombardamenti per soccorrere gli animali qualora ce ne fosse stato bisogno”, prosegue il presidente. Che conclude: “Tutte le nostre esigenze hanno un focus specifico: sopravvivere all’inverno quando le temperature possono scendere sotto i -20°C. L’Associazione degli Zoo Ucraini continuerà a distribuire i fondi ricevuti non solo ai suoi membri, ma anche ad altre istituzioni che hanno urgente bisogno di aiuto”.

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