Mentre in natura l’aspettativa di vita di un lemure vari bianconero è di 19 anni, Silver oggi supera la media di almeno un decennio e festeggia il compimento dei suoi primi 30 anni, conquistando di diritto il podio di terzo lemure più longevo d’Europa. Pelo chiaro e un po’ arruffato, più snello rispetto ai suoi tre compagni, non è solo la sua anzianità a renderlo un primate unico: Silver vide i propri natali la mattina del 2 maggio 1988 sull’Isola di Jersey, in quel parco zoologico che fu Gerald Durrell in persona a fondare ventinove anni prima, con l’obiettivo di offrire una speranza alle specie sull’orlo della scomparsa. E proprio dalle mani di Durrell, nel 1992 Cesare Avesani Zaborra ricevette il piccolo Silver, con la raccomandazione da parte dello scrittore zoologo di offrirgli una casa adeguata al Parco Natura Viva di Bussolengo. Missione compiuta: ventisei anni dopo Silver appartiene ancora ad una specie “criticamente minacciata” di estinzione in Madagascar, ma i suoi figli, nati a Bussolengo, sono ospitati in tutta Europa e hanno formato molte famiglie riproduttive.
“Nonostante l’età molto avanzata – spiega Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva – Silver è ancora un lemure vari atletico che gode di un gran rispetto da parte degli altri lemuri del gruppo (tra di loro proprio due dei suoi figli), il che gli offre la possibilità di accedere al proprio cibo preferito senza necessità di competere”. E considerando che il vari bianco e nero è la più arboricola tra le oltre 100 specie di lemuri conosciute, va da sé che in questo periodo primaverile il cibo preferito di Silver sia costituito dai germogli delle alte piante che svettano nel suo reparto. “C’è un’altra cosa che Silver non manca mai di fare: lunghi bagni di sole steso sui rami. È difficile vederlo prender parte ai litigi, ma è sempre pronto a ristabilire l’equilibrio con il grooming o iniziando a vocalizzare, seguito dagli altri”, conclude Spiezio.
Insomma, non c’è un altro segreto per i 30 anni di Silver se non mangiare frutta fresca in abbondanza, ricevere stimoli che gli consentano di sviluppare comportamenti tipici della specie, mantenere un costante esercizio fisico sugli alti rami e godere sempre della compagnia dei propri simili.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here