I giganti e le zucche: è Halloween per i draghi e per lontre

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Tutt’altro che erbivori, sono la “versione gigante” di come siamo abituati a pensare questi animali: se le due lucertolone Padar e Indah possono arrivare a pesare 70 chili, le lontre brasiliane Felipe e Apalai si aggirano intorno ai 30, più del doppio dei “cugini” europei che non superano i 12. Ma la loro mole e la loro alimentazione da carnivoro non hanno impedito allo staff del Parco Natura Viva di Bussolengo di rinnovare la tradizione di Halloween e predisporre nella nuova Casa dei Giganti le consuete zucche intagliate, con l’obiettivo di conoscerne meglio reazioni e interazioni. Le lontre giganti difatti hanno messo zampa per la prima volta in Italia poco più di 10 giorni fa dallo zoo di Madrid mentre le dragonesse di Komodo – sebbene abbiano preso possesso dei propri territori già da un mese e mezzo – provengono dagli zoo di Artis (Olanda) e di Wroclaw (Polonia) e ancora devono abituarsi ad avere a che fare con molti stimoli cognitivi e sensoriali.


Due atteggiamenti molto diversi per due specie che in natura vivono agli antipodi del globo, in Sudamerica e nell’arcipelago indonesiano: la lingua biforcuta di Padar e Indah è servita per esercitare l’olfatto da rettile e ispezionare le zucche dentro, fuori e attraverso gli intagli, durante l’accurato controllo mattutino del proprio territorio; il muso e le zampe di due inguaribili mammiferi nuotatori come Felipe e Apalai invece, sono stati molto utili per trasformare la zucca in una palla e spingerla dentro l’acqua, rovesciarla con un tuffo o spezzarla per infilarci dentro la testa. Instancabili le acrobazie subacquee di questi due fratelli affettuosi, che vengono interrotte solo per tornare a terra, “impanarsi” con la sabbia e tornare nuovamente a mollo. Anche le dragonesse si immergono e dimostrano un’agilità unica, anche se un fatto è certo: nessuna effusione per loro, ma la vita solitaria del rettile in due reparti separati e uno sguardo severo che non ha bisogno di aggiungere altro.
Tanto sull’isola di Komodo quanto in Sudamerica le due specie sono a rischio di estinzione: per questo tutti e 4 gli esemplari sono inseriti nei programmi EEP di conservazione ex situ dell’Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari (EAZA). Nonostante in natura a separarle ci sia l’Oceano Pacifico, le cause di minaccia non sembrano variare significativamente: sottrazione dell’habitat da parte delle attività umane che frammenta gli ecosistemi e impedisce alle popolazioni di proliferare, inquinamento degli ecosistemi – come i fiumi che le lontre abitano – e non per ultimo, il tema del turismo di massa che a Komodo si sta rivelando un problema d’interesse governativo.

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